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Non c'è lavoro senza conoscenza, senza lavoro non c'è evoluzione.


Lavoro e conoscenza sono il respiro della vita comune della nostra società. Senza la conoscenza non c'è lavoro e senza lavoro non c'è evoluzione. Il percorso di crescita di ogni uomo e donna è proiettato ad una evoluzione esistenziale fondamentale per l'integrazione sociale. L'evoluzione può svilupparsi solo dall'ambizione di una crescita continua delle competenze della persona, perchè proprio queste sono la pietra angolare sul quale è possibile costruire la cittadinanza del domani. L'educazione scolastica pertanto non può essere vista come un momento di transizione, con lo scopo di collocare l'individuo in un "diverso mondo", quello del lavoro. Il percorso formativo della persona è un prezioso terreno fertile, nel quale investe chi crede nel futuro. La formazione comincia da un'educazione dell'individuo, che lo renda consapevole della società che lo circonda e che gli fornisca gli strumenti per crescere ed interagire, per difendersi e per aiutare, per eccellere e per meritare, per migliorare se stesso e gli altri, per mettere in discussione le sue scelte e per dare forza alle sue idee. La formazione pertanto non può essere concepita come un distributore passivo di nozioni, ma piuttosto come un'eredità di conoscenza, che nelle sapienti mani è capace di diventare uno strumento di crescita per l'uomo di domani. La scuola pertanto è lo strumento per fare crescere il lavoro e il lavoro è l'evoluzione continua di una crescita che forgia l'anima sociale, che nella famiglia trova il suo primo terreno fertile, dove fare crescere il seme del futuro. Scuola e lavoro non possono essere visti con due nomi diversi, come due sessi, come acqua e fuoco, ma devono essere guardati con occhi maturi, di chi ha la consapevolezza che sono due nomi diversi della stessa parte della vita umana, che si chiama cultura.